Epistolari di riflessione: covid

Cara Felisia,
credo che sarebbe importante far conoscere in Italia che altrove ci sono altri approcci alla malattia (diversi da quelli di Speranza che io penso andrebbe inviato a processo non solo dimesso- anche se probabilmente é in buona fede...é solo incompetente). Qui c'é un articolo del Globo (televisione e giornali assolutamente pro-.establishment e anti-trattamento precoce) che però deve informare sull'uso del trattamento precoce in alcuni stati, dove si distribuiscono ivermectina, azitromicina e idrossiclorochina alle persone che fanno richiesta nei dispensari (il famoso kit di cui ti parlavo nei centri di atendimento COVID...).
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ma forse qualcosa fanno questi trattamenti se in Italia il Case fatality rate é del 4,3%, mentre nella zona dove la municipalità distribuisce questi trattamenti é poco più del 2% e con un sistema di sanità pubblica che te lo raccomando...
ti pare?
Credo che questa propaganda contro il Brasile dovrebbe cessare. Il virus ha un impatto devastante su alcune persone -ma é anche una malattia curabile nella maggior parte dei casi...e la necessità di non bloccare l'economia in paesi con altissimi tassi di povertà (30 milioni di persone minimo nelle favelas- a cui aggiungi un'altra fascia di lavoratori poveri -senza poi menzionare i dannati della terra homeless-che non so quanti siano, ma sono migliaia e migliaia) mi pare un'ovvietà- che infatti ha accomunato dirigenti all'opposto dello scacchiere politico come Obrador in Messico, Ortega in Nicaragua (sinistra) e Bolsonaro (estrema destra). Se la sinistra italiana pensasse, anziché parlare ormai per slogan come una specie di robot o di pappagallo ammaestrato (dai grandi poteri finanziari)- ci arriverebbe da sola. Il lockdown, come ha scritto la mia amica Ana de Anquin in un articolo Cuarantena del Sur pubblicato nella mia rivista) é una cosa da borghesi...da classi medie...
Qui bisogna vivere col virus, senza farsi prendere dal panico. Assumendo la dose di dolore che esso provoca, ma senza rinunciare alla vita ed alle gioie che possono esistere anche in tempi dove il dolore s'impone- la nascita di un bambino, lo sbocciare di un amore tra due giovani, l'incanto dell'adolescenza di cui scriveva Leopardi nel Sabato del Villaggio...del resto, l'umanità -o i Sapiens- non é così che ha/hanno sormontate le prove terribile della loro travagliata storia. Possibile che l'Occidente dimentichi tutto? Boccaccio ed i suoi giovani che raccontano storie facete, i nobili veneziani che restavano in città durante la peste perché le loro attività dovevano continuare...l'Europa ha convissuto con la peste bubbonica ...non il coronavirus dal 1331 al 1750! Le epidemie erano ricorrenti! Perché non va trovato un modo umano di convivere col virus senza distruggere la nostra civiltà, l'educazione, la vita dei bambini? Proteggersi, curare, vaccinare i più fragili o le categorie professionali a rischio...ma distruggere la vita...é follia...

Giovanna Campani
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https://www.manifestoperunafotografiadibellezzaegiustizia.it/epistolari_di_riflessione_covid-d12433

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